Il nome ANIMA è rivelatore del laboratorio di idee che si è sviluppato nel corso di un percorso partecipativo ad hoc. Segno distintivo del Comune di Grottammare, dal 1994, infatti, è quello di consultare costantemente i cittadini, sia per le piccole scelte, sia per le scelte strategiche legate allo sviluppo della comunità.

Il processo che ha condotto alla scelta di ANIMA ha ricalcato la consolidata prassi delle assemblee per la progettazione partecipativa che hanno permesso alla Città di Grottammare di dotarsi di spazi nuovi o di reinventarne altri, attraverso un percorso di sintesi continua, mirata ad eliminare volta dopo volta le idee impraticabili per difetto di risorse e competenze fino a trovare una soluzione condivisa tra quelle realizzabili.

Nel caso specifico di ANIMA, il percorso partecipativo è stato intitolato Periferie al Centro ed è iniziato il 26 maggio 2010 con la valutazione dell’opportunità o meno di affrontare una variante al Piano Regolatore Generale, processo che avrebbe permesso di individuare la superficie del territorio comunale che avrebbe accolto la c.d “Grande Opera”, questo il nome con cui veniva inizialmente indicato il progetto.

Rispetto alle assemblee partecipative tradizionali, nel caso di ANIMA c’è stato l’intervento di soggetti terzi – la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e il proprietario dell’area privata – che hanno “rotto” il binomio Amministrazione-Cittadinanza, inserendosi nella naturale azione dialogica delle assemblee partecipative. L’unicità di un investimento già di per sé innovativo per il territorio ha generato, dunque, al suo esordio una eccezionalità anche per quanto riguarda il dialogo democratico: la comunità non si è più trovata di fronte ad un percorso partecipativo basato esclusivamente sul patto cittadini – amministratori, ma si è misurata con sfide nuove e complesse, capaci di incidere profondamente sul modello di sviluppo di una città.

Altra sostanziale novità è stata la divisione in due momenti distinti del percorso decisionale, che è terminato il 22 novembre 2010 dopo 5 assemblee pubbliche: uno destinato a decidere se accettare o meno la proposta di variante urbanistica al P.R.G., l’altro destinato a scegliere quale opera realizzare sull’area messa a disposizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

Nel dicembre del 2010, la Giunta Comunale delibera il recepimento dei risultati delle assemblee, chiudendo il percorso partecipativo Periferie al Centro.

L’idea emersa dal confronto con i cittadini corrispondeva a una struttura in grado di riassumere in sé e rappresentare tutte le anime della terra picena: uno spazio polifunzionale, pensato in maniera che presenti numerosi ambienti da destinare ad esposizioni artistiche, mostre naturalistiche, esposizioni eno-gastronomiche, laboratori didattici e, più in generale, alle idee che il territorio è stato capace nei secoli di produrre e sarà senz’altro pronto a generare nel futuro.

Ecco il senso dell’acronimo A.N.I.M.A.: Arti, Nature, Idee, Musiche, Azioni. “ANIMA” poiché condensa in sé l’essenza del territorio piceno; “ANIMA” poiché alla struttura sarà affidato il compito di “animare” il futuro del territorio che la accoglie.